Torre solare parametrica (I)

Posted by massimo on feb 1, 2009 in Tutorial, revit |

Con l’articolo sulla costruzione di una “Torre Solare Parametrica” si inaugura la stagione dei tutorial del nostro blog. L’onore tocca all’Arch. Massimo Montanini, con un articolo su uno dei prodotti di punta di Autodesk: Revit. Quello che state per leggere è il primo di una serie di tre articoli che usciranno a cadenza settimanale. Se l’argomento vi interessa, vi ricordiamo che all’indirizzo http://www.solecosta.com/workshop2.htm potrete trovare le date dei workshop gratuiti che il Sole Costa Studio terrà su Revit.  Buona lettura.

a.m.

Rielaborazione personale ad opera dell’Arch. Massimo Montagnini,
di un tutorial a firma di Massimo Campari apparso
sul mensile Computer Grafica numero 58 (http://www.imagonet.it)
(c) 2007, Imago Edizioni tutti i diritti riservati
Per gentile concessione dell’Editore.

Lo scopo di questo Tutorial è di meglio comprendere le potenzialità del BIM (Building Information Modeling); comprendere come un modello 3D da passibo possa, con semplici passaggi, produrre una struttura di controllo che definisca una “reattività” del modello stesso. Successivamente si arriverà a far diventare il modello “interattivo”, infatti sarà sufficiente modificare aluni parametri per ottenere nuove posizioni del modello.

Questa interattività parametrica permette di modificare parte o tutto della famiglia “Torre Solare Parametrica”, creata senza perdere ne le sue qualità comportamentali intrinseche ne le condizioni di collocazione e di collaborazione all’interno del progetto finale

Fig. 1. La creazione di un nuovo oggetto “famiglia” è il viatico per attivare strutture di controllo e/o interattive. La scelta del tipo di “famiglia” ricade su quelle di tipo “equipaggiamenti speciali, volendo realizzare una Torre Solare da collocare poi in futuri progetti.  File>Nuovo>Famiglia>Modello Generico>Modello generico metrico.rft
Fig. 1. La creazione di un nuovo oggetto “famiglia” è il viatico per attivare strutture di controllo e/o interattive. La scelta del tipo di “famiglia” ricade su quelle di tipo “equipaggiamenti speciali, volendo realizzare una Torre Solare da collocare poi in futuri progetti. File>Nuovo>Famiglia>Modello Generico>Modello generico metrico.rft
Fig. 2. Il primo impatto col “modello di famiglia” degli oggetti di Revit è data dai piani di riferimento che funzionano tanto come sistemi di controllo costruttivo che di gestione delle strutture in esse collocate. La realizzazione di un solido per estrusione. Si disegna sul riferimento di quota base un semi profilo delle dimensioni volute; le quote sono state aggiunte solo per conferire un senso alle proporzioni adottate.  BP>Solidi>Estrusione…
Fig. 2. Il primo impatto col “modello di famiglia” degli oggetti di Revit è data dai piani di riferimento che funzionano tanto come sistemi di controllo costruttivo che di gestione delle strutture in esse collocate. La realizzazione di un solido per estrusione. Si disegna sul riferimento di quota base un semi profilo delle dimensioni volute; le quote sono state aggiunte solo per conferire un senso alle proporzioni adottate. BP>Solidi>Estrusione…
Fig. 3 e 4. Variare l’unità di misura, possibile  in ogni momento del software. Si completa la seconda semimetà grazie  al comando specchia (barra in alto delle funzioni principali.
Fig. 3 e 4. Variare l’unità di misura, possibile in ogni momento del software. Si completa la seconda semimetà grazie al comando specchia (barra in alto delle funzioni principali.
fig 4
fig 4
Fig. 5. Il modello 3D definito su un’altezza generica è pronto per le successive elaborazioni. Grazie al richiamo rapido della vista 3D è possibile vedere la traccia di estrusione pronta sul piano di riferimento alla creazione del relativo modello 3D.
Fig. 5. Il modello 3D definito su un’altezza generica è pronto per le successive elaborazioni. Grazie al richiamo rapido della vista 3D è possibile vedere la traccia di estrusione pronta sul piano di riferimento alla creazione del relativo modello 3D.

Fig. 6. Attraverso il richiamo delle proprietà di estrusione è possibile definire in modo preciso l’altezza dell’elemento.
Fig. 6. Attraverso il richiamo delle proprietà di estrusione è possibile definire in modo preciso l’altezza dell’elemento.
fig 7
fig 7
fig 8
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Fig. 7, 8 e 9 (Sopra). Volendo realizzare un profilo rastremato si aggiunge un volume di sottrazione al modello appena completato. Questo è in realtà un parallelepipedo trapezio che viene realizzato a partire da un piano laterale, a tale scopo si rende attivo il piano di riferimento “destro/sinistro”.
Fig. 7, 8 e 9 (Sopra). Volendo realizzare un profilo rastremato si aggiunge un volume di sottrazione al modello appena completato. Questo è in realtà un parallelepipedo trapezio che viene realizzato a partire da un piano laterale, a tale scopo si rende attivo il piano di riferimento “destro/sinistro”.
Fig. 10. Si passa alla costruzione della cerniera di orientamento del pannello captante, anch’essa viene costruita come profilo a partire da un piano laterale (stesse modalità del precedente), il foro è integrato semplicemente come ulteriore sagoma di profilatura, similmente a tecnologie quali Inventor, o Catia.
Fig. 10. Si passa alla costruzione della cerniera di orientamento del pannello captante, anch’essa viene costruita come profilo a partire da un piano laterale (stesse modalità del precedente), il foro è integrato semplicemente come ulteriore sagoma di profilatura, similmente a tecnologie quali Inventor, o Catia.
Fig. 11. L’estrusione risultante è ancora una volta abbondante rispetto alle grandezze volute, si sarebbe potuto operare sul relativo box numerico di controllo, si preferisce invece regolare l’eventuale esubero graficamente (maniglie blu) per arrivare non solo a dimensionare in modo corretto l’estensione sul profilato, ma per bloccare (lucchetto di controllo) a questa nuova estensione l’oggetto.
Fig. 11. L’estrusione risultante è ancora una volta abbondante rispetto alle grandezze volute, si sarebbe potuto operare sul relativo box numerico di controllo, si preferisce invece regolare l’eventuale esubero graficamente (maniglie blu) per arrivare non solo a dimensionare in modo corretto l’estensione sul profilato, ma per bloccare (lucchetto di controllo) a questa nuova estensione l’oggetto.
Fig. 12. Anche in questo caso un alleggerimento strutturale è possibile grazie all’introduzione di un parallelepipedo di sottrazione posto in simmetria rispetto alle ali della cerniera.
Fig. 12. Anche in questo caso un alleggerimento strutturale è possibile grazie all’introduzione di un parallelepipedo di sottrazione posto in simmetria rispetto alle ali della cerniera.
fig13
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Fig. 13 e 14. Ancora una componente viene aggiunta al sistema, si tratta del perno di rotazione; stessa prassi: prima creazione dell’oggetto estruso, poi ridimensionamento e vincolo alla grandezza di profilatura.

Fig. 13 e 14. Ancora una componente viene aggiunta al sistema, si tratta del perno di rotazione; stessa prassi: prima creazione dell’oggetto estruso, poi ridimensionamento e vincolo alla grandezza di profilatura.

Fig. 15. Vista 3D in modalità stile grafica modello Wireframe.

Fig. 15. Vista 3D in modalità stile grafica modello Wireframe.

fig. 16. La realizzazione di una delle basculle di orientamento del pannello parte dall’offset della cerniera e si completa tramite l’introduzione di ulteriori grafie che ne definiscono il profilo.

fig. 16. La realizzazione di una delle basculle di orientamento del pannello parte dall’offset della cerniera e si completa tramite l’introduzione di ulteriori grafie che ne definiscono il profilo.

Fig. 17. Si cambia piano di lavoro specificando “per nome” il piano livello di rif. Aprendo successivamente una vista appropriata in modo da avere un disegno parallelo allo schermo. Col tasto destro scegliamo di aprire la proprietà della vista e nella sezione parametri di istanza in estensioni scegliamo intervallo di visualizzazione e premere modifica; nell’intervallo primario, nella parte superiore inserire 400 cm. e come piano di taglio inserire 390 cm.

Fig. 17. Si cambia piano di lavoro specificando “per nome” il piano livello di rif. Aprendo successivamente una vista appropriata in modo da avere un disegno parallelo allo schermo. Col tasto destro scegliamo di aprire la proprietà della vista e nella sezione parametri di istanza in estensioni scegliamo intervallo di visualizzazione e premere modifica; nell’intervallo primario, nella parte superiore inserire 400 cm. e come piano di taglio inserire 390 cm.

Fig. 18. Si procede poi nel posizionare la basculla sul lato sinistro della cerniera  e successivamente nello specchiare la stessa rispetto al piano di riferimento Centro (Sinistra/Destra).

Fig. 18. Si procede poi nel posizionare la basculla sul lato sinistro della cerniera e successivamente nello specchiare la stessa rispetto al piano di riferimento Centro (Sinistra/Destra).

Fig. 19. Si seleziona il perno centrale che funge da cerniera e lo si allinea alle due basculle bloccando i lucchetti.

Fig. 19. Si seleziona il perno centrale che funge da cerniera e lo si allinea alle due basculle bloccando i lucchetti.

Fig. 20. Risultato finale.

Fig. 20. Risultato finale.

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1 Comment

Maria Colombo
feb 5, 2009 at 12:47 pm

Argomento molto interessante; aspetto con impazienza di conoscere il prosieguo del tutorial.
Conosco un pò revit, imparato da autodidatta, però non mi aspettavo che arrivasse a questi livelli di approfondimentom di progettazione.
Mi farò risentire al termine delle tre parti del tutorial.

Ciao, Maria


 

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