Torre Solare Parametrica (II)
Ed eccoci al secondo appuntamento di tre sulla “Torre Solare Parametrica” e Revit…..buona lettura e alla settimana prossima!
a.m.
Rielaborazione personale ad opera dell’Arch. Massimo Montagnini,
di un tutorial a firma di Massimo Campari apparso
sul mensile Computer Grafica numero 58 (http://www.imagonet.it)
(c) 2007, Imago Edizioni tutti i diritti riservati
Per gentile concessione dell’Editore.
-

Fig.21 Il processo arriva verso la conclusione, aggiungendo una nuova estrusione: il pannello captante, che per semplicità è stato ridotto ad un parallelepipedo a base rettangolare collocato in sommità alle basculle.
-

Fig. 22 Fin qui il modello ha seguito un percorso ideativo dove la componente più spinta era quella definita “attiva” cioè ogni azione di disegno e modellazione aveva una capacità di collegarsi secondo un principio “collaborativi” e logico, utile alla costruzione di un modello, già grande passo, se confrontato a prassi di modellazione passiva e supina conosciute in altri ambiti. l risultato è la semplice rotazione dell’oggetto, ma è una rotazione priva di coscienza logica, per cui l’oggetto viene semplicemente disarticolato, come un manichino, in una posizione.
-

Fig. 23 Si aggiunge allora un piano di riferimento apposito, definito col nome di ZENIT, che deve fare da supporto alla nuova articolazione. Il problema si pone però nel caso in cui si voglia aggiungere alla nostra Torre Solare un “valore” di orientabilità. In tal caso l’assenza di sistemi di controllo collaboranti (reattivi) rende impossibile la “trasformazione” dell’oggetto senza una sua riconfigurazione, sebbene minima. In questo caso, si tenta, per prova di ruotare una delle basculle modellate. L’attivazione del vincolo è evidente, infatti traslando verso l’alto il piano di riferimento ZENIT la forma della basculla segue la nuova condizione di controllo, questo è un primo evidente livello di “reattività” del modello.
-

Fig. 24 Il problema ora, è dato solo dalla natura stessa del controllo introdotto; il piano di riferimento “ZENIT” è dotato di regola, anche dal punto di vista rappresentativo e geometrico-matematico, che obbligano a seguire complesse procedure di attivazione, sola condizione che può scatenare la reattività cercata. In questo caso per ottenere una basculla oscillante occorrerà selezionare il piano “ZENIT” in modo idoneo.

Fig.25 Passare poi alla vista su cui si vuole attivare la rotazione, dunque attivare l’azione desiderata, la rotazione appunto. Su questa andrà ulteriormente definito il perno di rotazione, collocato per default sull’origine del sistema di piani fondamentali (fronte/retro e destra/sinistra).

Fig. 26 Impostare graficamente o numericamente un angolo di rotazione. Ottenere infine la rotazione desiderata.

Fig. 27 Tutta questa procedura mette bene in evidenza che la logica della reattività, per quanto sia già un passo avanti rispetto ai sistemi passivi, prevede comunque una sequenza d’”istruzione” ed una presenza di “supervisione” e coordinamento affinché il processo reagisca dentro i termini definiti e secondo le finalità preposte. Il controllo e la supervisione sono infatti i due principi che derivano dall’assenza di una “coscienza” dell’oggetto di se stesso e dell’ambiente in cui è posto, oltre, ovviamente, che dagli altri oggetti ad esso collegati. In Revit Architecture questo terzo, ed ultimo livello evolutivo si realizza utilizzando un nuovo sistema di vincolo chiamato “linea di riferimento” che permette di creare condizionamenti di comportamento simili ai piani di riferimento, ma che per visibilità e congruenza consente di agire in ogni posizione del sistema.

Fig. 28 S’introduce una linea di riferimento nello spazio del modello in modo baricentrico alla rotazione di una delle basculle. Collocarla assialmente alla cerniera e sul punto di perno, questo determina una logica di auto percezione spaziale e vincolare del sistema linea di riferimento sul modello.

Fig. 29 Già si può notare l’efficacia e la rapidità di selezione e la rapidità di selezione e la possibilità di assegnare valori di rotazione ben centrati ed anche numericamente corretti.

Fig. 30 In fondo è lo stesso principio, ed in realtà lo stesso comando aggiunto come valore parametrico alle porte di Revit già dalla versione 9 del software.
